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Archivio dell'autore: Roberta Volpi

Poète maudit. Individualità complementare.

Inserito il

Ci sono cose che nascono per non essere definite.
Possono essere percepite, non possono essere spiegate.
Ci sono cose che toccano contemporaneamente più luoghi dell’etere, simili. Come animi.
Attività spirituali.

L’ermetismo riduceva all’essenziale i concetti più universali. Senza lasciare spazio alla comprensione? Forse.
Aprendosi mai deliberatamente all’intepretazione esterna. Non necessaria.
Le composizioni “chiuse” erano maledette. Il poeta, era maledetto.
Se non riesci a sentirlo, non cercare il senso.

Le andò incontro e le si fece accanto, sulla vecchia panchina circondata da foglie nella veste più bella. Con una mano prese la sua, fredda e immobile sul legno come lo sguardo, fisso oltre il visibile di fronte a lei, con l’altra le sfiorò lentamente il viso, per fermarsi appena sotto il mento ed ammirarla. Scrutarla così delicatamente da poter notare ogni minimo particolare del suo volto, anche ciò di cui non si era mai accorto.

La mano scende sulla spalla, la voce di lei ora sussurra un tepore caldo a muovere aliti d’aria rafferma.

“There’s a lady who’s sure all that glitters is gold
And she’s buying the stairway to heaven.
When she gets there she knows, if the stores are all closed
With a word she can get what she came for.
Ooh, ooh, and she’s buying the stairway to heaven.
There’s a sign on the wall but she wants to be sure
‘Cause you know sometimes words have two meanings.
In a tree by the brook, there’s a songbird who sings,
Sometimes all of our thoughts are misgiven.
Ooh, it makes me wonder,
Ooh, it makes me wonder.
There’s a feeling I get when I look to the west,
And my spirit is crying for leaving.
In my thoughts I have seen rings of smoke through the trees,
And the voices of those who stand looking.
Ooh, it makes me wonder,
Ooh, it really makes me wonder.
And it’s whispered that soon if we all call the tune
Then the piper will lead us to reason.
And a new day will dawn for those who stand long
And the forests will echo with laughter.
If there’s a bustle in your hedgerow, don’t be alarmed now,
It’s just a spring clean for the May queen.
Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There’s still time to change the road you’re on.
And it makes me wonder.
Your head is humming and it won’t go, in case you don’t know,
The piper’s calling you to join him,
Dear lady, can you hear the wind blow, and did you know
Your stairway lies on the whispering wind.
And as we wind on down the road.
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold.
And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.
And she’s buying the stairway to heaven.”
(Led Zeppelin)


Come ti sentiresti. Scoprire che esiste l’infinito e comprendere che non lo puoi toccare.

Roberta

Un momento con… Walt

Walt Whitman diceva: Le parole dei cantori sono le ore o i minuti di luce o di buio, ma le parole di chi compone poesie sono la luce e il buio totali, nel suo Leaves of Grass (letteralmente Foglie d’erba), raccolta di poesie pubblicata nel 1855 (in una prima versione più anonima rispetto alla seconda, integrale – 1856) nella quale instaura con il lettore un rapporto particolare: lo considera l’oggetto destinatario dell’amore evocato attraverso i versi e al contempo l’ispiratore dello stesso. Possono sembrare altri i temi di questa raccolta, ma è il trapassare la pagina e arrivare al lettore, quello a cui il poeta statunitense aspira: ritiene che le parole si protendano e vivano oltre la carta stampata, che siano in continuo movimento, nell’aria, in continuo divenire. Poiché il mondo, per lui, è in continuo divenire. Così come la sua poetica, rinnovata fino alla fine dei suoi giorni, durante tutta una vita, questa raccolta compresa.

Dedico questo momento a Walt Whitman, e dedico lui a noi, liberi di invocare l’universo attraverso la sua appassionata sensualità.

Il brano che segue è estratto dal poema intitolato Poem of the Singers, and of The Words of PoemsPoesia dei cantori e delle parole poetiche.

[…] The words of poems give you more than poems,
They give you to form to yourself poems, religions, politics, war, peace, behaviour, histories, essays, romances, and everything else,
They balance ranks, colors, races, creeds, and the sexes,
They do not seek beauty, they are sought – forever touching them, or close upon them, follows beauty, longing, fain, love-sick;
They are not the finish, but rather the outset,
They bring none to his or her terminus, or to be content and fool,
Whom they take, they take into space, to behold the birth of stars, to learn one of the meanings,
To launch off with absolute faith – to sweep through the ceaseless rings, and never be quiet again.

(Walt Whitman)

[…] Le parole delle poesie ti danno più che solo poesie,
Le parole ti danno la possibilità di fare tu stesso poemi, religioni, politiche, guerra e pace, contegno, storie, saggi, romanzi e anche di più,
Le parole soppesano ranghi, colori, razze, fedi e anche i sessi,
Le parole non cercano la bellezza, ma sono cercate – e, sempre a contatto o molto vicino, seguono bellezza, desiderio, appagamento, e pene d’amore;
Le parole non sono un traguardo ma piuttosto un inizio,
Non guidano nessuno al proprio capolinea o a sentirsi contenti e soddisfatti,
Quelli che sono presi sono portati nello spazio per assistere alla nascita delle stelle, per imparare almeno uno dei significati,
Per lasciarsi andare con fiducia assoluta – per avanzare fra gli incessanti cerchi, e non stare mai più in silenzio.

Traduzione di Igina Tattoni

Roberta Volpi