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Archivio dell'autore: Leonardo Jattarelli

Mannaggia a Willie!

Occhei, lo ammetto, tanto non c’è mica da vergognarsene. Il pensiero del tizio, Willie, protagonista di un romanzo illuminante appena uscito qual è <La parte migliore degli uomini> di Tristan Garcia, io lo condivido. Sul serio, lo condivido, ma lo <provo> a fatica. Forse è colpa dell’età, c’è un’età per tutto…vabbè sentite qui: <E’ ora di prendere le distanze, ci lasciamo travolgere dallo spirito dei tempi, e loro sfogano tutte le loro fantasie, Internet, la comunicazione, il desiderio fine a se stesso, errante…Bisogna essere lucidi (…) è tutto questo periodo, tutto questo sesso esplicito, sbandierato, nella musica. Non è più possibile vivere un amore intimo, un desiderio personale (…) c’è una specie di resistenza nell’essere ancora capaci, semplicemente, di tenersi per mano>.
Capito? Bellissimo, tosto, cazzuto. Parliamo di contro-omologazione, di anti-televisivo, di non catalogabile, insomma Willie in qualche modo, anzi in modo <alto> è un rivoluzionario, uno scapigliato. Lui sì. Ma allora perché lo approvo ma riesco a <sentirlo> sulla pelle, negli occhi, nella mente in modo debole? Ve lo dico io perché. In qualche modo sono un omologato e in qualche modo, per alcune cose, mi sta bene. O meglio, non posso farne a meno. Terribile? Forse. Col sentimento ci sto, con il corpo no. O forse neanche col sentimento. Insomma c’ho un casino nella testa dopo aver conosciuto Willie.
A voi succede la stessa cosa?
Jattperplesso

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Le parole che non ti ho detto…

Gli Oscar a The Artist mi hanno messo addosso la frenesia del silenzio. Mi hanno fatto riflettere sul fatto che forse, dico forse eh, la gente ha bisogno di parole mute che spazzino via tutta la musica stonata, troppo stonata del parlare di oggi. The sound of silence, perché c’è quel suono, come nel Muto. Chaplin, il maestro, era suono e che suono! Ci siamo imbastarditi di frasi, di stereotipi ammucchiati a formare parole inconsistenti e sbagliate. Troppo spesso. The Artist forse è anche un invito a riappropriarsi del potere della parola dopo una lunga pausa di Muto. Per riflettere e ricominciare. Io ci farei un pensierino.
JattaMuto